|
07/03/2004
Terra di mezzo di Matteo Garrone (Italia 1997)
Se qualcuno non crede ancora nella possibilità di un cinema sociale che sia anche bello da vedere dovrà ricredersi vedendo Terra di mezzo. Filma a episodi, tre per la precisione, tre storie girate al limite del documentarismo ma senza forzare la mano. Tre prostitute nigeriane, vere prostitute, passano la loro giornata in una squallida campagna alle porte di Roma, asserragliate dalle richieste bizzarre dei loro clienti. Un gruppo di ragazzi albanesi aspettano fiduciosi un lavoro in nero sottopagato, appollaiati su un guardrail di periferia. Un egiziano avanti con gli anni lavora di notte in una pompa di benzina di Roma, sostituendosi al self-service. Garrone regala alla spettatore un quadro intenso e veritiero dell'Italia che non si vede, della terra di mezzo in cui è intrappolato chi vive nella precarietà e nella clandestinità. Splendide le musiche che accompagnano i tre episodi. Rimane impresso a lungo il volto sciupato del benzinaio che fuma e aspetta nella solitaria notte romana. Da vedere.
p.s. Alla proiezione di Terra di mezzo si sarebbe dovuta unire quella di "Oreste Pipolo, fotografo di matrimoni", un documentario su un famoso fotografo napoletano. Peccato che l'officinema di via Pietralata ci abbia fatto un'altra delle sue simpatiche sorprese non proiettandolo...
esposto in prosa arguta da cineblob | | commenti
|