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22/03/2004
Charisma di Kurosawa Kiyoshi (Giappone 1999)

Charisma è un film che spiazza lo spettatore. Inizia come un poliziesco, con un ostaggio, un poliziotto e un maniaco con una richiesta insensata. Per poi deviare bruscamente e approdare a una non-storia narrata con una grande eleganza e una padronanza della macchina da presa che non si dimentica, ma pur sempre una non-storia. Il poliziotto si ritrova a vagare per un bosco dove un misterioso ragazzo custodisce con una gelosia insana un albero rarissimo soprannominato Charisma. Ma il bosco è abitato anche da altri esseri umani, e nessuno di loro sembra agire razionalmente. Charisma sicuramente strega lo spettatore visivamente. L'eleganza dello stile di Kurosawa si era già vista nel magistrale "Cure". Kurosawa sfrutta campi lunghissimi per immergere i suoi personaggi nel bosco, vero protagonista del film, fotografato con maestria a seconda delle diverse ore del giorno. La storia purtroppo non regge il gioco delle splendide immagini. Molti hanno letto nell'opposizione tra l'albero Charisma e il bosco l'insanabile contraddizione tra individuo e società nel Giappone moderno. Ma non basta una metafora a costruire un film. Il simbolismo risulta presto invasivo ed eccessivo, quasi sfiancante. Nonostante alcuni elementi surreali e alcune rivelazioni improvvise il ritmo del film è decisamente lento. Sicuramente un film che fa pensare. Ma anche un film non così necessario o incisivo. Uno spettatore poco abituato all'estasi della lentezza lo reggerà con difficoltà.
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