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25/03/2004
Monday di Sabu (Hiroyuki Tanaka) (Giappone 2000)
Cosa può arrivare a fare un uomo totalmente ubriaco in un fine settimana? Partendo da questo interrogativo Sabu costruisce una black comedy girata con l'eleganza di un noir in una Tokyo semideserta e grottesca. La premessa sembra quella di un "Memento" alla giapponese. Un impiegato si sveglia in una camera d'albergo e non ricorda niente di ciò che gli è successo negli ultimi tre giorni. A poco a poco ricostruirà ciò che ha fatto. Inutile aggiungere che le scoperte saranno alquanto sconcertanti. Sabu si interroga su temi come la volontà e il caso, le regole sociali e la ribellione a queste regole, accumulando sullo schermo gag impagabili e momenti di delirio visivo degni dei migliori Abrahams-Zucker. E gira il tutto con eleganza e una fotografia cupa e opprimente, come un giovane Lynch dagli occhi a mandorla. Stravolgono le regole del gioco questi giovani registi giapponesi. Anarchici, autoreferenziali, onnipresenti e polivalenti (Sabu è anche attore in "Ichi the killer" di Miike, così come Tsukamoto). Giocano con la linearità narrativa, sfruttano i deus ex machina, si permettono esplosioni di nonsense in pieno sense. E lo spettatore occidentale arranca dietro di loro. A volte si diverte. Altre si annoia o non capisce. Forse sono solo un gruppo di simpatici giocherelloni. Oppure non siamo ancora pronti a capirli del tutto. Io propendo per la seconda ipotesi.. (altrimenti non sarei qui a scriverne e a preparare una tesi di laurea, no?)
esposto in prosa arguta da cineblob | | commenti
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