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20/04/2004
Shinjuku triad society di Miike Takashi (Giappone, 1995)
Scrivo un po' a freddo su questo film, avendolo visto giovedì scorso per la rassegna su Miike organizzata da Alessandro al Link. Primo capitolo della trilogia di Miike dedicata ai rapporti tra triade e yakuza, violentissimo ed eccessivo yakuza eiga, ma di una violenza parodistica e a tratti surreale (memorabile la scena dell'interrogatorio anale condotto da un piccolo e minuto impiegato giapponese...). Di certo non possiede la forza visiva di Dead or alive, ma rimane comunque un valido esempio dello yakuza eiga secondo Miike. Anche in Shinjuku i protagonisti, yakuza o poliziotti che siano, sono individui al di fuori del normale consesso sociale, perché frutto di matrimoni misti o omosessuali, e vivono questa condizione con nichilismo e violenza. Già, la violenza. Nei film di Miike si ha l'impressione che sia questa l'unica comunicazione possibile. Laddove le parole non servono più perché le lingue (e le culture) sono diverse (brasiliano e giapponese in "City of lost souls", giapponese e cinese in Shinjuku) la violenza fisica, e soprattutto sessuale, è tutto ciò che resta per incontrarsi (e scontrarsi). Cardine di questa nuova comunicazione, secondo Miike, è la sodomia. Come direbbe Godard: "la questione è semplicemente chi incula chi" ;-)
esposto in prosa arguta da cineblob | | commenti
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