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06/04/2005
Cure di Kiyoshi Kurosawa (Giappone, 1997)

Psycho-thriller metafisico, osannato dalla critica come uno dei capolavori della new wave giapponese degli anni Novanta.
Cure è un thriller atipico, misterioso e insoluto. Kurosawa, qui alla prova che lo ha consacrato tra i pilastri del cinema giapponese contemporaneo, mette in scena con distacco e freddezza una storia dai toni grigi, che procede lentamente e lascia allo spettatore la libertà di spiegare ciò che vede.
Già dalla messinscena di capisce che non siamo di fronte a un prodotto qualsiasi. Campi lunghissimi, piani sequenza che lo avvicinano a Kitano (c'è lo stesso gusto per l'esplosione inaspettata), una fotografia fredda e un'attenzione maniacale per il sonoro d'ambiente, capace di creare atmosfera ancor più delle immagini.
Tutti gli ingredienti dello psyco-thriller anni Novanta (omicidi cruenti, un investigatore solitario che si occupa del caso, un serial killer che sembra inafferrabile). Eppure Cure stravolge le regole del gioco, frustrando le attese del pubblico. Kurosawa ha un gran senso della composizione, e conosce i mestri del cinema nipponico. Da vedere, anche se ha in parte deluso le mie aspettative.
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