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14/04/2005
Failan di Hae-sung Song (Sud Corea, 2001)

Un film drammatico, vibrante d'amore e solitudini. Lui, Kang-jae (Choi Min-Sik), è uno yakuza coreano da quattro soldi, fallito nel lavoro come nella vita. Lei, Failan (la dolcissiam Cecilia Cheung), è un'immigrata cinese che, per restare in Corea, si affida a un'ambigua agenzia di collocamento che le organizza un finto matrimonio con Kang-jae. Mentre lo yakuza continua la sua vita disperata, maltrattato dal suo capo come dai membri più giovani della banda, Failan lavora instancabilmente in una piccola lavanderia, affidando le sue speranze all'amore cieco per il suo invisibile marito.
Tratto da una storia dello scrittore giapponese Jiro Asada, presente anche nel manga Poppoya, Failan è un film di un'intensità struggente, capace di far ridere lo spettatore con gusto, per condurlo poi verso la più profonda tristezza. Elegante la regia, così come la fotografia tenue che isola i due protagonisti dal mondo che li circonda.
Failan è la conferma che il cinema coreano contemporaneo ha una sensibilità che altrove si vede raramente. Straordinario, anche perché meno sopra le righe che nel successivo Oldboy, Choi Min-Sik, che porta avanti sullo schermo il suo one-man-show per la gioia degli spettatori.
Malinconico e toccante, fino alle lacrime.
p.s.
interessante questa scheda, quest'altra del vecchio zio, e poi andate a leggere quello che ne scriverà il mio compagno di visione.
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