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25/04/2005
Kôrei di Kiyoshi Kurosawa (Giappone, 2000)

Una donna che lavora come cameriera ha degli strani poteri paranormali, che le permettono di vedere le anime dei defunti. Un giorno la polizia le chiede di collaborare per ritrovare una bambina rapita. Le ricerche però prenderanno una strana piega quando la donna, insieme con il marito, tenterà di sfruttare quest'occasione a suo favore...
Film per la tv, realizzato da Kurosawa tra i fondamentali Charisma e Kairo, Kôrei è una horror in assenza, sospeso ed ellittico come gran parte dei lavori del regista giapponese. L'inizio da ghost-story non deve ingannare. Kôrei è un film che parla innanzitutto della società giapponese contemporanea, dell'imperativo del successo e di cosa si è disposti a fare pur di riuscire nella vita. Non solo della società giapponese, insomma.
Alcuni temi sono quelli del Kurosawa di lì a venire (il doppelganger, il rapporto tra tecnologia e soprannaturale, ecc...), la realizzazione è, come sempre, netta e precisa. Lunghi piani sequenza spezzati dagli eventi, macchina da presa sempre al posto giusto, angoli di ripresa inquietanti, e un terrore fatto di angoscia impalpabile.
Kurosawa dimostra che il vero terrore è semplice, basilare, lineare. Geniale, infine, il ribaltamento totale delle aspettative dello spettatore sullo sviluppo della storia. Un vero marchio di fabbrica del regista. Anche qui, ovviamente, un finale ellittico, per un thriller piacevole e fuori dal coro. Visione consigliata.
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